Mi sono imbattuto in un articolo del Corriere online di Claudio Magris, che, pur comprendendo le ragioni dello scetticismo e disinteresse popolare verso l’Unione Europea (e dando per questo motivazioni anche condivisibili), esortando però a guardarla più attentamente e con maggior fiducia. Mi sembra allora doveroso un commento al riguardo, data la nostra forte contrarietà a un Ente che si spaccia per liberaldemocratico quando invece ci impone in modo autoritario scelte politiche ed economiche deleterie.
Dice in sintesi l’articolo: Il forte ma vago senso di appartenenza all’Europa non si lascia definire. Il voto per il Parlamento Europeo, nonostante la campagna elettorale, è generalmente euroscettico, perché si elegge un Parlamento che non è proprio veramente tale, nella pienezza dei suoi poteri, nel quale in linea generale non si varano le leggi da cui più dipende il nostro destino.
Gli eletti possono comunque fare in tanti settori, promuovendo o ostacolando misure di grande importanza, lavorando al compimento dell’Unione Europea, che prima o dopo — piuttosto dopo che prima, purtroppo — dovrà divenire la nostra più forte realtà e i cui poteri si spera saranno un bel giorno più importanti, per tutti, di quelli dei singoli governi nazionali. Si ha l’impressione che numerosi candidati al Parlamento Europeo, non sapessero esattamente che cosa ha fatto la legislatura europea ora trascorso; il ministro Brunetta avrebbe detto che il Parlamento Europeo «non conta niente».
Se l’Europa non esiste ancora abbastanza, questa è una disgrazia o almeno una fase di stallo che va superata: dovremmo sentirci, armoniosamente e con altrettanta intensità, europei ed italiani nello stesso modo in cui ci sentiamo italiani e lombardi o marchigiani. Oggi i problemi che ci investono coinvolgono l’Europa intera e prima o poi i singoli Stati saranno ridotti a funzioni sostanzialmente regionali, peraltro assai importanti.
L’Europa fonda la sua civiltà, rispetto ad altre pure grandi, sul primato dell’individuo rispetto alla totalità e perciò è stata la madre del liberalismo e della democrazia. dell’individuo quale «animale politico», come diceva Aristotele, che si pone in relazione con la società e si sente responsabile della sorte di tutti i componenti della Polis, perché sa che il suo benessere esige, per essere veramente vissuto e goduto, il benessere o almeno la decenza di chi gli vive intorno. In tal senso, il socialismo è profondamente europeo e le civiltà o gli Stati che non hanno conosciuto il socialismo (s’intende quello democratico) non sono europei. Sono, possono e debbono essere nostri buoni vicini, ma non sono noi.
Lenin diceva che una brava madre di famiglia poteva essere commissario del popolo.
Io non mi sento contrario all’Europa a priori, perché comunque abbiamo una Storia che vede intrecciare di continuo, nel bene e nel male, le relazioni dei nostri paesi, e ciò ci ha portato ad avere delle comuni radici, politiche, sociali, culturali, che possiamo vedere specchiate anche negli altri europei, sentendoci così un po’ simili tra di noi e sicuramente molto diversi da un cinese, piuttosto che un nordamericano o un arabo; ognuno avrà avuto modo di confrontarsi piacevolmente con un altro europeo e di fare uno scambio di apprezzamenti sulle reciproche peculiarità e tradizioni, ma resta il fatto che tutti si sentono i maggiori rappresentanti, per ragioni intellettuali o finanziarie, della Comunità e a volte a guardare con superbia, se non disprezzo, agli altri, pur riconoscendo loro qualche contributo.
Il Parlamento europeo non conta niente, perché è retto in realtà da un’oligarchia massonico- finanziaria, che prende le decisioni più importanti secondo le sue convenienze e fregandosene delle peculiarità dei vari paesi; a fermarlo non c’è nessuno, tanto ormai i paesi sono tutti o stanno diventando sistemi bipolari che già di per sé sono, in quanto tali, facili da controllare e manovrare, inoltre sono ostaggi del signoraggio imposto dalle rispettive Banche Centrali, collegate anch’esse all’Unione.
Così com’è fatta, l’Europa non serve a conciliare eventuali inevitabili dissapori tra i diversi rappresentati ed eventualmente ad aiutare i paesi in difficoltà.
L’Europa è stata troppo tempo succube degli Stati Uniti (altro sistema massonico e burattino della FED, la rispettiva Banca Centrale), culturalmente, socialmente e finanziariamente e, per com’è strutturata ora, non può fornire una valida alternativa al suo strapotere: dunque le varie Nazioni devono svegliarsi e fare un Fronte comune per liberarsi dal giogo che le tiene incatenate! Gli USA ci vogliono imporre un modello sociale capitalistico che mira solo a distruggere la nostra società, per fare di noi niente meno che un feudo, una colonia da usare a loro piacimento, imponendoci una “filosofia” estranea alla nostra Tradizione, un’economia basata sulla quieta civiltà!
A breve si cercherà di approvare il Trattato di LISBONA, per cui aumenteranno i poteri straordinari della Commissione dell’Unione Europea in quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini (politica economica e difesa), privando il nostro Paese della propria sovranità e vanificando in questo senso la Costituzione italiana, a partire dall’Articolo 1 che recita “la sovranità appartiene al popolo”.
La politica di difesa del Trattato prevede, oltre alle missioni di pace, anche missioni offensive, che violano l’Art. 11 della Costituzione. Attraverso il potenziamento delle forze militari messe a disposizione dell’Unione Europea, è in atto un tentativo di fare dell’Europa un braccio della NATO. Con la creazione di un gruppo ristretto di paesi a cui verrebbero demandate le iniziative militari, sarebbe più facile aggirare l’opposizione di chi vorrebbe evitare lo scontro strategico portato avanti da Londra e Washington nei confronti di Russia e Cina[1].
In politica economica si parla di una vera e propria “dittatura dell’Unione e della Banca Centrale Europea”. Grazie al Trattato di Lisbona, infatti, i burocrati dell’Unione Europea avranno pieno titolo a bocciare qualunque misura decisa dal nostro governo, e dagli altri governi europei, per difendere la propria economia, l’occupazione, i redditi, l’industria e l’agricoltura, ed intervenire sui prezzi.
Non saremo più noi a decidere sulla nostra vita, non sarà importante quali politici voteremo, perché lo farà per noi, in modo assolutamente autoritario, l’Unione Europea, un Ente sopranazionale anticristiano, che nel suo atto costitutivo cancella le radici di secoli di storia, un’istituzione formata da Banchieri e Massoni! L’UE non è affatto una buona madre di famiglia, ma solo un aguzzino, e i suoi parlamentari sono solo dei burattini, stipendiati per far finta di avere un’idea propria e di lavorare per i nostri interessi!
La storia del nostro Continente è fatta dell’intreccio e di rapporti millenari tra le varie Nazioni, di cui dobbiamo rispettare e riconoscere le rispettive Identità, in un rapporto di vera amicizia collaborazione: così com’è invece, si vogliono eliminare le reciproche peculiarità, per creare un’unica indefinita comunità globale, comandata da pochi eletti. E il PD ne sta facendo il gioco: non avendo validi argomenti e programmi per controbattere alla maggioranza, si mette a parlare di gossip, così che tutta la stampa italiana si occupa solo di veline varie, e noi non sappiamo e non ci preoccupiamo del Colpo di stato che stanno per attuare, quello più semplice e banale della storia, ma forse, uno dei più drammatici!
Leggetevi il testo del trattato e accorgetevi voi stessi di quanto dico!
http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ:C:2007:306:SOM:IT:HTML
NO ALL’EUROPA DEI BANCHIERI E DEI MASSONI !!
NO AL TRATTATO DI LISBONA!!!!
SI ALL’EUROPA DELLE NAZIONI !!!
Fonte: www.disinformazione.it/trattato_lisbona/htm
http://www.corriere.it/editoriali/09_giugno_01/magris_f377c3ca-4e69-11de-be80-00144f02aabc.shtml
Eugenio Sibona
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