Leggevo ieri sul Carlino un articolo dell’eminente astrofisica Margherita Hack, che, da atea, approvava la decisione della Corte dei Diritti Umani di Strasburgo di togliere i crocifissi nelle aule scolastiche italiane, perché, seppure a lei l’oggetto in sé, non dia fastidio, bisogna essere tutti uguali.
Vorrei dissentire dalla sua opinione e penso di poter essere imparziale, perché, per motivi personali, ho abbandonato la mia fede cattolica: ma non si tratta di una questione politica o oggettiva, frutto di calcoli scientifici, bensì assolutamente personale e soggettiva, in quanto a me, per la mia vita, il Cristianesimo ad un certo punto sta stretto e non è in grado di rispondere in modo esauriente ad alcune mie domande esistenziali, orientandomi dunque verso il paganesimo.
Però conosco, capisco e rispetto chi vive seriamente e profondamente la sua fede e non mi interessa dunque “convertirlo”. Posso fornire gli strumenti a chi fosse interessato, ma non obbligo nessuno ad usarli.
Soprattutto, so che questo Crocefisso rappresenta la Carta d’Identità dell’Europa: è come se uno entrasse in una casa e attraverso questo simbolo potesse vedere le Foto di Famiglia. Pensate che bello: attraverso questo oggetto, 2000 di Storia! A volte bella, a volte un po’ più brutta, a volte dolorosa (l’Inquisizione), a volte più piacevole, quando per esempio è proprio grazie ai Santi ed agli Enti Cristiani che si è combattuto e talvolta vinto le battaglie per i Diritti Umani.
L’uguaglianza la si può avere dando la possibilità di professare la propria diversa fede nei rispettivi luoghi di culto; ma così è come se entrassimo in una casa e la trovassimo VUOTA: dentro solo un letto e un tavolo, come chiunque, come un nomade, come uno che passa indifferentemente da un posto ad un altro.
Invece in quell’immagine c’è scritto cosa siamo e da dove veniamo: è il nostro DNA.
Margherita Hack dice che i luoghi pubblici devono essere super partes: ma il problema è che, a differenza di una squadra di calcio o un simbolo di partito, il Crocefisso non è una parte, ma il tutto.
Eugenio Sibona
4 Commenti
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condivido al 100% le ultime due parole: BRAVO.
Grazie!
bravo e grazie. misurato e rispettoso, senza avere il bisogno di insegnare cose e comportamenti calati dall’alto di una presunta superiorità. anch’io sono pagano e forse per questo rispetto Gesù…e tutte le altre religioni. enrico tartagni
Grazie a te per il commento, Enrico.
Certamente, noi pagani, credendo in una pluralità di dèi, li riconosciamo e rispettiamo… A ognuno il suo!